Bianco Legame

14 Novembre 2012 Mostra 

L’abito da sposa come simbolo di continuità generazionale.

Un argomento che, da tempo immemore, colpisce l’immaginario collettivo femminile e interessa tutte le donne indistintamente, dai cinque ai novantacinque anni e a qualsiasi livello sociale e culturale appartengano: l’abito da sposa.

Bianco, ieri sinonimo di purezza, innocenza, pudore, talvolta ingenuità, oggi sinonimo di sogno, di fiaba cui, almeno per un giorno, non si intende rinunciare. Nella suggestiva cornice del Chiostro Comunale, tra archi in pietra, luci soffuse e tappeti rossi, ci si immerge in un racconto da favola. Nel racconto di un abito che, nei secoli, ha foggiato mode, le ha seguite e le ha soppiantate, prendendo connotati propri.

Foto, abiti, veli ed accessori d’epoca sono stati affiancati ad abiti da sposa attuali, per confrontarne lo stile e studiarne i cambiamenti. La serata si è aperta con l’intervento di due studiosi che ci hanno accompagnato in questo suggestivo percorso.

Il professor Vito Gallotta, nonché preside della facoltà di Scienze e Tecnologie della Moda di Bari, ha discusso sulla storia del costume e a seguire la scrittrice e storica Bianca Tragni che da tempo ha avviato delle ricerche sulla simbologia dell’abito bianco.

L’intera organizzazione della serata e curatrice della mostra è l’associazione Libera in…Fusione che, grazie anche alla preziosa collaborazione del Museo della Civiltà Contadina di Vito Santoiemma, ha allestito tutto lo spazio con oggetti d’epoca gentilmente concessi da privati e creazioni moderne firmate Rossana Prisciantelli Couture. Ad arricchire la scenografia, erano inoltre presenti opere della cake designer Rossella Trapani, per deliziare gli ospiti attraverso le trasformazioni che, negli anni, hanno colpito anche la sfera culinaria legata al matrimonio ed alla tradizione dei “dolcetti della sposa”.

 

galleriaGuarda la galleria